Sullo stato della rete autostradale ora Regione Liguria chiede conto al Ministero dei Trasporti

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Questa mattina il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti ha inviato una lettera al ministro dei Trasporti Paola de Micheli per conoscere la situazione dei lavori di adeguamento delle gallerie sui tratti autostradali della Liguria e, in relazione alle notizie apparse su diverse testate giornalistiche che proprio oggi parlano dello stato di degrado di numerosi viadotti in territorio ligure, per avere ragguagli sulla situazione dei viadotti e dei lavori messi in campo da Autostrade per l’Italia che stanno interessando alcune di queste strutture della Liguria.

«Alla prima lettera, inviata il 24 settembre scorso dall’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, non abbiamo ricevuto risposta - spiega Toti - Visto il tempo trascorso senza nessun riscontro, abbiamo voluto sollecitare. È necessario sottolineare che Regione Liguria non ha alcun rapporto diretto coi concessionari autostradali, e nessun potere di controllo. Sempre questa mattina – aggiunge il governatore- proprio per colmare le lacune del Mit, ci siamo attivati in proprio: ho avuto infatti un colloquio telefonico con l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi, che ha ribadito la disponibilità della direzione di tronco di relazionarci su quanto si sta facendo in queste ora in Liguria, cioè sul piano di manutenzione straordinaria che è partito a gennaio sulla nostra rete, senza che il Mit informasse Regione Liguria».

«Gli uffici di Regione Liguria -­ prosegue il Governatore - non hanno infatti mai ricevuto risposta alla lettera di fine settembre, come purtroppo mancano riscontri sulla Gronda e sul commissario per il passante ferroviario di Genova. La Liguria, oggi più che mai, ha bisogno di chiarezza e di maggiore voce in capitolo e competenze sulle tratte autostradali. Sto parlando – conclude Toti – di quello che avevamo chiesto nel processo di costruzione dell’autonomia differenziata, su cui abbiamo investito tempo e risorse, con l’unico obiettivo di garantire ai cittadini un maggiore controllo che, oggi, ci è totalmente impossibile».

c.s.

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