Coldiretti: «No a tagli per 4 milioni destinati al mondo agricolo ligure»

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Non è tollerabile il taglio di 4 MLN di euro destinati all’agricoltura ligure, contenuto nelle riduzioni di budget previsto a Bruxelles per la Politica Agricola Comunitaria: la diminuzione andrebbe a colpire le imprese del territorio produttrici di grandi eccellenze Made in Liguria che, fino ad oggi, hanno permesso con il loro lavoro, la valorizzazione e lo sviluppo di vaste aree della regione.

È quanto afferma Coldiretti Liguria in riferimento alla proposta di regolamento transitorio adottato dalla Commissione europea, dove si stima che la riduzione a livello nazionale sarebbe di 370 milioni di euro, per il settore che conta importanti primati nella qualità e nella sicurezza alimentare. Per l'Italia vengono stanziati 3,56 miliardi in pagamenti diretti e 1,27 per lo sviluppo rurale (Psr), rispettivamente 140 milioni (-3,9%) e 230 milioni in meno (-15,6%) rispetto al massimale 2020, per una riduzione totale di 370 milioni di euro, prevista nel 2021 con il passaggio dal nuovo al vecchio Quadro Finanziario Pluriannuale (QFP).

«È sconcertante che l’Europa riduca i fondi pro-agricoltura ad un paese come l’Italia, leader mondiale per quanto riguarda il settore agroalimentare – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - la nostra regione seppur piccola vanta grandi eccellenze quali olio, vino, frutta e verdura derivanti dalle numerose biodiversità salvaguardate e portate avanti grazie al lavoro dei nostri imprenditori, sui quali un simile taglio peserebbe enormemente. Infatti nella nostra regione la riduzione di 4 milioni di euro andrebbe a scalfire il ruolo che la PAC rappresentava per le imprese in materia di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola, permettendo la salvaguardia di un settore strategico per la tutela del nostro territorio e la valorizzazione delle grandi eccellenze locali, in un momento in cui il cibo è tornato protagonista nelle relazioni internazionali. È indispensabile garantire alla nostra agricoltura le risorse necessarie per continuare a rappresentare un motore di sviluppo sostenibile per l’economia del territorio: non deve essere l’agricoltura a pagare.»

c.s.

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