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La Spezia. La cooperativa di comunità Vara, attenta alle soluzioni innovative capaci di aiutare il territorio a uscire dalla crisi, lancia la proposta di far diventare la Val di Vara riferimento per chi vuole svolgere lo smart working in tranquillità e sicurezza. Lontani dal caos delle città, immersi nel verde e nella tranquillità, senza rischi di assembramenti, nello stesso tempo a mezz’ora di distanza massima dai servizi più importanti e da luoghi estremamente attrattivi, i borghi possono rappresentare un’idea per gli smart workers che vogliano svolgere il proprio lavoro nel condizioni migliori evitando i rischi fisici e psicologici legati a tale situazione lavorativa.

Affitti agevolati delle abitazioni (naturalmente per periodi di alcuni mesi), servizi facilmente fruibili come baby sitter, esperienze turistiche, insegnanti, medici, supporto per i lavori domestici, trasporti: sarebbe davvero l’attuazione dei principi della cooperazione di comunità. Occorrerà partire a sperimentare da aree coperte da un buon segnale, ne sono state individuate almeno due, dove sarebbe la stessa cooperativa ad occuparsi di predisporre le reti per le abitazioni con le quali collabora.

«È un progetto a cui stiamo lavorando da mesi guardando anche alle esperienze già avviate, ad esempio, in Toscana – dichiara il presidente Roberto Pomo e la sua attuazione non è semplice. Vale la pena però provare a porci tra i territori all’avanguardia del Paese. Certamente deve essere un progetto di tutta la provincia, tenendo conto che l’accelerazione del processo di smart working apre la possibilità di avvicinare al nostro territorio strutture di vertici di importanti aziende. Ci faremo carico di presentare progetti specifici ai Comuni e alla Regione.»

«Un progetto che potrebbe rappresentare un’occasione per spingere sul potenziamento delle infrastrutture digitali, anche con l’uso di finanziamenti europei, nazionali o regionali. Sicuramente replicabile anche in altri territori della Regione, visto il clima e la qualità della vita anche in inverno nella nostra regione – sottolinea il presidente di CulTurMedia Legacoop Liguria, Roberto La Marca e sul quale si sta lavorando anche con un’altra cooperativa di comunità».

c.s.

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