Incidenti stradali e danni per colpa dei cinghiali, Coldiretti in allarme

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L’escalation dei danni, degli incidenti stradali e purtroppo l’arrivo ad aggressioni che causano anche vittime, è il risultato dell’incontrollata proliferazione degli animali selvatici in Liguria, con il numero dei cinghiali stimato a circa 35mila capi, con una diffusione che si estende dalle campagne alle città. L’ennesimo triste episodio è avvenuto la scorsa notte ed ha purtroppo portato ad una vittima nel comune di Rovegno (GE): un pensionato di 78 anni è morto per le lesioni subite dall’attacco del cinghiale.

È quanto riporta Coldiretti Liguria, su dati di Regione Liguria, nell’affermare che la sicurezza nelle aree rurali e urbane è sempre più a rischio per il proliferare della fauna selvatica ormai fuori controllo, con l’invasione di campi coltivati, la decimazione degli animali della fattoria, fino alla presenza ormai costante nei centri abitati e nelle strade provinciali, dove rappresentano un gravissimo pericolo per le cose e le persone. L’annata venatoria 2018 prevedeva un numero di abbattimenti fissato a 28.838 capi per consentire il raggiungimento della quota stabilita dalla Commissione tecnico faunistica, ma a dicembre dello stesso anno si era raggiunto poco più di 1/3 del numero prefissato. La percentuale finale raggiunta a gennaio non ha evidentemente permesso il contenimento dell’animale del quale ad oggi si stima la presenza in tutto il territorio regionale di circa 35mila capi che, alla ricerca di cibo si allontanano dalle zone boschive attaccando in primis i raccolti delle aziende agricole ma arrivando anche nel cuore dei centri abitati, compreso il capoluogo regionale.

“L’episodio della scorsa notte è l’ennesimo grave campanello dall’allarme: – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è da tempo ormai che i cinghiali non sono più un problema del solo mondo agricolo ma dell’intera società. Ogni misura adottata finora non ha portato a risultati significativi e per proteggere l’incolumità delle persone bisogna evitare concretamente che gli ungulati raggiungano i centri abitati, le foci dei fiumi, scorrazzino per le arterie cittadine principali o nelle piazze delle stazioni ferroviarie. Le continue incursioni della fauna selvatica non mettono più solo a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole locali ormai esasperate, ma anche la salvaguardia del territorio, l’incolumità delle persone e la sicurezza stessa degli animali, dato che un così alto numero di esemplari come ora, facilita l’insorgere di epizoozie. Non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Non ci sono più alibi per intervenire in modo concreto e prevedere misure straordinarie e non per evitare che possano verificarsi ancora episodi come questi.”

c.s.

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