CGIL: continuano i tagli sugli appalti ferroviari di Trenitalia in Liguria

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Genova, 5 dicembre 2018. Nonostante tre scioperi nazionali del settore degli appalti ferroviari negli ultimi 6 mesi, in Liguria la società Trenitalia continua ad assumere decisioni che producono esuberi nel settore, rischiando di determinare pesanti decurtazioni al salario dei lavoratori impegnati nelle attività appaltate.

L'ultimo esempio in tal senso consiste nella decisione di spostare da La Spezia a Livorno, a partire dal 12 dicembre le attività di pulizia del treno Intercity in arrivo da Milano numero 669, dimenticando che per tale servizio risultavano impiegati almeno sei lavoratori in subappalto.

A seguito di tale determinazione, per evitare i licenziamenti, le organizzazioni sindacali sono state costrette a sottoscrivere un accordo sugli ammortizzatori sociali sul cantiere di La Spezia, senza poter contrattare una diversa utilizzazione dei lavoratori solo a causa dell'eccessiva frammentazione dei lotti sul territorio nazionale.

Non è al momento chiaro chi si occuperà dei servizi di pulizia del treno 666 in partenza per Milano in sostituzione dei lavoratori di NTA sospesi in contratto di solidarietà .

Durante gli ultimi mesi Trenitalia ha inoltre deciso di mettere a gara le attività di magazzino, di supporto alle manutenzioni rotabili di Genova e Savona, scegliendo di non inserire nel bando di gara l'applicazione del contratto collettivo delle attività ferroviarie precedentemente applicato agli 11 addetti.

Tale scelta rischia di determinare l'applicazione di un contratto diverso, sicuramente meno tutelante per i lavoratori, con retribuzioni nettamente inferiori. Oltre al fatto che il nuovo committente potrebbe decidere di ridurre gli organici, utilizzando un numero di lavoratori inferiore rispetto all'appaltatore precedente, per effetto delle eccessiva riduzione del valore dell'appalto posto a base di gara.

Trenitalia ha infine deciso di mettere a gara l'attività legata alla manutenzione degli accumulatori, attualmente svolta presso l'officina di Savona da 3 addetti, mettendo a rischio i lavoratori in appalto e la contrattazione di settore, come avviene per i magazzini.

In generale, l'eccessiva frammentazione delle attività appaltate in una miriade di lotti ai quali si sceglie di non applicare la clausola contrattuale, consentendo agli appaltatori di giocare la concorrenza solo sul costo del lavoro e non sulla qualità del servizio, determina un incremento esponenziale degli esuberi a carico del sistema degli ammortizzatori sociali e una notevole riduzione dei salari.

Questi esuberi si aggiungeranno alla lunga lista che vede in Liguria circa 100 lavoratori su 450 del settore già interessati da ammortizzatori sociali.

Se questa è la responsabilità sociale dimostrata da una delle più grandi imprese pubbliche italiane, ci domandiamo quale direzione sta prendendo questo Paese rispetto alla necessità di crescita e sviluppo che tutti dichiarano su giornali e social, ma nessuno dimostra di essere in grado di garantire nei fatti.

c.s.

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