Coldiretti: stop agli agrumi infetti dalla Tunisia, ne arrivano 162mila kg

Borghetto Revisioni

Per evitare un contagio dalle conseguenze disastrose occorre fermare gli arrivi di agrumi dalla Tunisia che nel 2018 ne ha esportati in Italia circa 162mila chili. È quanto chiede la Coldiretti dopo che che le autorità fitosanitarie europee hanno intercettato arance provenienti dalla Tunisia colpite dal fungo della “macchia nera”, che danneggia la buccia degli agrumi rendendoli invendibili, sulla base del database Europhyt che conferma l’allarme dell’organizzazione agricola spagnola Asaja.

Dopo l’individuazione per la prima volta di questo pericoloso fungo nelle arance tunisine occorre – sottolinea la Coldiretti – mettere in atto tutte le misure di prevenzione per evitare che si estenda nell’Unione Europea. L’Italia – precisa la Coldiretti – non puo’ permettersi l’invasione di altri patogeni alieni dopo che, dalla ‘tristeza’ degli agrumi alla Xylella fastidiosa, dalla cimice moarmorata asiatica alla a Drosophila suzukii il moscerino killer fino al cinipide del castagno hanno fatto strage dei raccolti.

La macchia nera degli agrumi (citrus black spot), causata dal fungo patogeno Guignardia citricarpa Kiely, è una delle più devastanti malattie degli agrumi, dalle arance ai limoni, che provoca la maculatura dei frutti e delle foglie di specie appartenenti ai generi Citrus, Poncirus, Fortunella e loro ibridi. I sintomi caratterizzanti la macchia nera sono appunto le macchie scure e le lesioni a chiazze sulla buccia del frutto: per questo motivo, i frutti di agrumi colpiti non sono commercializzabili sul mercato del fresco. Inoltre, le infezioni più gravi possono causare la caduta prematura dei frutti soprattutto nelle annate favorevoli allo sviluppo della malattia, riducendo le rese. Anche i frutti asintomatici al momento della raccolta – sottolinea la Coldiretti – possono ancora sviluppare la malattia durante il trasporto o la conservazione.

La malattia è stato rinvenuta per la prima volta in Australia nel 1895 e si è progressivamente diffusa in altre regioni di produzione agrumicola come Nuova Zelanda, Cina sud-orientale, Russia orientale, Hong Kong, Indonesia, Giava, Filippine, Singapore, Kenya, Mozambico, Sud Africa, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Argentina e Brasile. Il fungo patogeno è diffuso soprattutto nelle zone di produzione di agrumi con climi da caldi e umidi a semi-aridi. La macchia nera – continua la Coldiretti – fino ad ora non si è mai insediata in Europa, Nordamerica, America Centrale e nella regione caraibica.

Coldiretti ritiene che le misure attivate fino ad oggi dall’Unione Europea per contrastare l’ingresso della macchia nera, misure che interessano solo gli agrumi destinati al mercato del fresco e non quelli destinati alla trasformazione industriale, siano ancora insufficienti e ricorda che la libera circolazione delle merci non deve pregiudicare la sanità delle coltivazioni di vegetali nell’UE. Se i paesi che spediscono i loro prodotti verso il mercato dell’Unione Europea non sono in grado di garantire l’assenza di malattie o di insetti nocivi e questo viene dimostrato attraverso più intercettazioni di partite infette, devono essere bloccate le importazioni provenienti da quei paesi. Coldiretti chiede quindi che vengano bloccate tutte le importazioni di agrumi, destinati al consumo fresco o alla trasformazione industriale, provenienti dalla Tunisia e da paesi che inviano partite di agrumi infetti.

c.s.

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