Savona: operazione “Fantasmi”, oltre 180 prestazioni di lavoro nero tra le corsie degli ospedali

Lavoravano con i gilet gialli, ma sconosciuti al fisco.

Profumeria Simonini

1. Portata a termine in questi giorni dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona una vasta ed articolata attività investigativa in materia di lavoro sommerso.
L’operazione denominata dalle Fiamme Gialle “Fantasmi” ha fatto luce su uno strutturato sistema congegnato da due società, una ditta individuale ed una cooperativa sociale che hanno fornito con lavoratori “in nero” prestazioni “non sanitarie aggiuntive” (assistenza non specialistica fornita ai ricoverati da persone assunte dal paziente e/o da suoi familiari per mera compagnia, aiuto durante l’alimentazione, etc.) all’interno dei reparti dei quattro maggiori ospedali della provincia di Savona ricompresi nella circoscrizione dell’A.S.L.2 (S. Corona di Pietra Ligure, S.M. della Misericordia di Albenga, S. Paolo di Savona e S. Giuseppe di Cairo Montenotte).

2. I lavoratori irregolari svolgevano la loro attività per lo più durante la notte e nonostante indossassero un vistoso gilet giallo sono rimasti, per oltre due anni, del tutto “invisibili” agli enti previdenziali, lavorativi e fiscali, proprio come dei fantasmi.

188 le posizioni irregolari rilevate. I quattro datori di lavoro non avevano posto in essere, infatti, nessuno degli adempimenti previsti dalla vigente normativa in materia di lavoro subordinato, previdenziale e fiscale.

3. Per i militari è risultata decisiva l’acquisizione dei registri di accesso notturno alle corsie ospedaliere dal 2016 ad oggi. Ciò ha permesso di vagliare oltre 5000 posizioni e di far luce su un vasto business illecito.

4. In questi casi le sanzioni per le quattro imprese responsabili potranno aggirarsi complessivamente su oltre 2 milioni di euro. La vigente normativa prevede, infatti, che le stesse avessero l’onere di versare le ritenute previdenziali e contributive non dichiarate per tutte le posizioni lavorative accertate durante i controlli.

5. Il rilevante importo contestato deriva dall’applicazione della c.d. “Maxi sanzione” sancita dall’art. 3, comma 3 del Decreto Legge n. 12/2002, nel tempo modificato ed integrato: in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro a cura del datore di lavoro, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria per ogni lavoratore parametrata alla durata della violazione commessa.

6. Una delle imprese è stata, inoltre, sanzionata per ulteriori 20.000 euro per aver retribuito i lavoratori esclusivamente in contanti (art. 1, comma 913, della Legge 205/2017).

7. Lo sviluppo delle attività ha consentito altresì di far emergere che due delle società controllate hanno emesso fatture nei confronti dei clienti in completa esenzione I.V.A., applicando illecitamente la normativa (più conveniente) prevista per le classiche prestazioni sociosanitarie. Si è proceduto, quindi, ad un corretto ricalcolo dell’imposta evasa ed al recupero di I.V.A. attivando i competenti uffici dell’Agenzia dell’Entrate.

c.s.

Per segnalare alla redazione refusi, imprecisioni ed errori è disponibile un modulo dedicato.

Centro Revisione Arnaldi