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Genova: intensificazione nel Tigullio dei controlli a contrasto del “lavoro nero” e allo sfruttamento di extracomunitari clandestini

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Individuato 3 lavoratori in “nero”, di cui due extracomunitari (un cittadino di origine cinese ed uno bengalese).

Nell’ambito dell’intensificazione dei controlli del territorio in materia di lavoro nero lungo il Tigullio, i militari della Brigata della Guardia di Finanza di Riva Trigoso – dipendente dal I Gruppo Genova – hanno individuato nr. 3 lavoratori in “nero”, di cui due extracomunitari (un cittadino di origine cinese ed uno bengalese).

Il dipendente extracomunitario bengalese risultava inoltre essere sprovvisto di un regolare permesso di soggiorno o di altro documento che potesse attestare la sua regolare permanenza nel territorio italiano.

Pertanto, il datore di lavoro è stato deferito alla Procura della Repubblica di Genova per violazione alla Legge “Bossi – Fini”, in merito alle assunzioni di stranieri “irregolari” (la cui sanzione prevede la reclusione da 6 mesi a tre anni e la multa di 5.000 €), oltre ad una “maxi-sanzione aggravata” da 1.800 a 10.800€.

Negli altri due casi, sono state elevate sanzioni da 1.500 a 9.000 € ciascuno nei confronti dei datori, con la “diffida” ad assumere il dipendente per almeno 90 giorni continuativi.

L’azione della Guardia di Finanza nello specifico settore non punta solo al recupero delle imposte e contributi evasi, ma anche ad individuare e reprimere casi di sfruttamento dell’immigrazione clandestina e/o di manodopera irregolare o in “nero” e garantire che vengano rispettate le regole e le tutele del mercato del lavoro e della libera concorrenza.

c.s.

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