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Genova, commercio: protesta dei ristoratori. Benveduti: «basta improvvisazione. Adesso scelte coraggiose, tempestive e concrete»

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Genova. «Non è con la schizofrenia che si amministra un Paese. La chiusura forzata in Liguria dei ristoranti, a poche ore dalla giornata di San Valentino, è l’ultimo campanello d’allarme di una vecchia gestione improvvisata che non rispetta in alcun modo i lavoratori di questo settore, che hanno investito parte dei risparmi per adeguarsi alle normative di sicurezza». È quanto scrive in un post su Facebook l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, a commento della protesta dei ristoratori liguri contro le restrizioni del governo, scesi in strada ieri a Genova.

«Ci stringiamo attorno al dolore dei tanti che sono scesi in strada per “disobbedire civilmente” contro le chiusure del governo – aggiunge Benveduti Assieme al presidente Giovanni Toti, ho avuto modo di incontrare in Regione Liguria una delegazione dei rappresentanti del settore, condividendone le ragione e le preoccupazioni. Ci auguriamo che il nuovo governo cambi finalmente marcia: innanzitutto allargando la cabina di regia dell’emergenza Covid anche ai ministri della filiera economica, Giorgetti (Ministro dello Sviluppo economico) e Garavaglia (ministro del Turismo). Lasciare esclusivamente in mano a tecnici sanitari e burocrati, decisioni importanti che vanno a impattare su tutto il tessuto produttivo italiano sarebbe inaccettabile. Occorre poi una chiara pianificazione decisionale, in linea con la programmazione di chi fa impresa, e non comunicata con poche ore di anticipo».

«Chi è sceso in strada – prosegue l’assessore – si è sentito tradito dalla politica di Conte, che, a quasi un anno dall’inizio della pandemia, ha ristorato poco e male le imprese costrette a chiudere. Il governo Draghi deve lanciare da subito un segnale di discontinuità: provvedimenti di vero ristoro (parametrati su perdite del fatturato), abbattimento affitti, riduzione anche temporanea dell’Iva e aperture differenziate pranzo/cena a seconda della tipologia della clientela (in attesa della doppia apertura). Queste alcune iniziative che ci aspettiamo vengano messe presto in campo dal nuovo esecutivo. Ci sarà molto da fare e il tempo è in esaurimento, come la pazienza di molti lavoratori. Ci aspettiamo che arrivino da Roma risposte coraggiose, concrete e tempestive. Solo così l’Italia potrà ripartire in sicurezza».

c.s.

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