Sconcerto a Pietra Ligure per l'uccisione di Janira D'Amato per mano del suo ex fidanzato Alessio Alamia

Dopo ore di interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Loano, alla presenza del pm Daniela Pischetola, Alessio Alamia ha confessato l’omicidio dell’ex fidanzata Janira D’Amato ed è stato arrestato per omicidio volontario premeditato.

La storia tra i due giovani, lui ventenne lei di 21 anni, durata circa due anni (a novembre erano addirittura scesi in strada assieme per aiutare i negozi di Pietra colpiti dall’alluvione a sgomberare i propri locali dal fango), era però finita qualche settimana fa, ma il giovane non ha mai accettato la separazione. Ha tentato invano a più riprese di riallacciare i rapporti ma, di fronte all’ennesimo rifiuto della ragazza, mosso dalla gelosia e dal risentimento ha deciso di ucciderla.

Ieri sera i due giovani si sono visti in casa di lui una casa storica “condominio Garibaldi” in piazza Canonico Nicolò Morelli a Pietra Ligure, per quello che doveva essere l’ultimo incontro. Secondo quanto riferito dagli inquirenti ne sarebbe nata una lite accesa, al culmine della quale Alessio avrebbe estratto da una tasca un grosso coltello a serramanico (che si era portato dietro). In preda alla rabbia, il ventunenne ha colpito la giovane, che ha tentato invano di difendersi, in varie riprese. Quindi, si è lavato e cambiato gli abiti (probabilmente sporchi di sangue), ha afferrato il cellulare di Janira ed è uscito. Dopo aver girovagato per qualche ora, il ragazzo ha deciso di recarsi dalla nonna in via Aurelia a Loano che lo ha convinto e accompagnato alla caserma loanese dei carabinieri.

Nel frattempo, il padre di lei, vigile del fuoco presso il distaccamento di Finale Ligure e allenatore della squadra di calcio femminile del Finale, ha tentato di mettersi in contatto con la figlia, ma visto che la giovane non rispondeva, ha chiesto aiuto ai colleghi finalesi in quanto ieri era in servizio presso Il distaccamento dell'aeroporto di Albenga. Sono stati loro ad arrivare per primi davanti alla palazzina dove si era consumato l’omicidio, precedendo di pochi minuti i carabinieri. I pompieri, trovata la porta dell’appartamento chiusa, stavano ormai per predisporre un intervento con l’autoscala, quando è arrivata la pattuglia dell’Arma. Poco dopo la tragica scoperta: il corpo di Janira riverso sul pavimento con ferite evidenti inferte da armi da taglio su tutto il corpo.

Parenti, amici e conoscenti ora piangono la scomparsa di una ragazza definita da chi ben la conosceva come “solare e gentile, ma anche determinata e instancabile lavoratrice”. Ex studentessa dell’Alberghiero Migliorini di Finale Ligure, prestava servizio come volontaria nella Croce Verde di Finalborgo e stava frequentando un corso di Costa Crociere ad Arenzano.

Le famiglie dei due giovani, al momento, hanno preferito trincerarsi dietro un comprensibile silenzio. Visibilmente scosso anche il sindaco di Pietra Ligure Dario Valeriani, che si è detto “costernato e sconvolto” per l’accaduto.