Sciopero della fame a Savona in favore dell'acqua pubblica

“L’acqua deve rimanere pubblica” questo il grido di protesta che si alza da Savona e riecheggia in tutta la provincia

“L’acqua deve rimanere pubblica” questo il grido di protesta che si alza da Savona e riecheggia in tutta la provincia dopo la comunicazione con la quale la Regione evidenziava l’impossibilità di dividere in un terzo ambito di Ponente Ato e permettere , in questo modo, agli enti pubblici che si erano già organizzati per poter partecipare al bando di assegnazione per la gestione del prossimo 30 settembre, di avere la possibilità di contrastare il colosso Iren che gestisce già il ciclo idrico integrato a Savona e in Val Bormida.

L’impossibilità di creare un terzo ambito, infatti, comporterebbe l’unione del ponente al savonese e la gestione complessiva da parte dei privati.

Se nei prossimi giorni si riuniranno i vertici della Regione e i sindaci del territorio, proprio per valutare eventuali soluzioni, nel frattempo una mobilitazione popolare è già partita e, oltre al presidio permanente per l’acqua pubblica in Piazza Sisto a Savona, è in atto anche lo sciopero della fame da parte di Luigi Giordano, Silvio Farinazzo e Alberto Dressino arrivati ormai al terzo giorno senza cibo in favore dell’acqua pubblica.

Affermano gli scioperanti “Lo sciopero della fame continua suscitando grande interesse e partecipazione da parte della gente. Abbiamo avuto centinaia e centinaia di cittadini che hanno solidarizzato con noi al presidio di piazza Sisto a Savona , sembra ritornati al giugno del 2011 quando il referendum sull’acqua pubblica aveva messo d’accordo tutti”.