SAVONA "OPERAZIONE NOZZE D'ORO".Scoperti per una doppia pubblicazione

Le indagini sono estese anche ad altre regioni, tra cui, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Calabria.

Una vasta operazione con circa 130 carabinieri impegnati questa mattina nel blitz con perquisizioni nel centro storico, di Savona, fuori provincia e a Mirandola (Modena), Varese, Casale.che hanno smantellato un’organizzazione specializzata in finti matrimoni, finalizzati a far ottenere a cittadini stranieri il permesso di soggiorno, grazie alle nozze con donne italiane compiacenti. L’attività è nata a seguito di alcuni matrimoni sospetti registrati presso gli Uffici di stato civile di alcuni Comuni liguri e una serie di servizi hanno consentito di accertare le singole responsabilità dei vari componenti della banda.

La retata, iniziata alle prime luci della mattina con l’utilizzo di unità cinofile e un elicottero, ha portato all’arresto di 15 persone, una decina di italiani e cinque di nazionalità straniera. Per cinque persone si sono aperte le porte del carcere, per le altre dieci sono invece scattati i domiciliari.Le ordinanze sono state firmate dal gip savonese Francesco Meloni. L’indagine è stata coordinata dal pm Giovanni Battista Ferro e condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri, agli ordini del comandante provinciale Dionisio De Masi, del colonnello del reparto operativo Alessandro Ciuffolini e del capitano Alberto Azara del nucleo investigativo. Le accuse, a vario titolo, sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violazione della Bossi-Fini e induzione al falso ideologico.

Una vera e propria «agenzia di viaggi» per aspiranti mariti in cerca di un permesso di soggiorno definitivo in Italia. Era questo il business messo in piedi da un gruppo di uomini e donne che offrivano il pacchetto completo ad aspiranti mariti extracomunitari intenti a giungere in Italia sfruttando la possibilità del ricongiungimento familiare. Gli interessati non dovevano far altro che acquistare il «pacchetto» completo (di norma del costo di 10/12 mila euro) e a tutto il resto pensavano gli «amici» in Italia.

Nella «vacanza» era compreso il costo del viaggio, la sposa (compiacente), le pubblicazioni e addirittura la cerimonia del matrimonio civile con tanto di testimoni, amici, parenti (ovviamente finti) e addirittura il fotografo. Tutto questo, oltre a garantire il regolare ingresso in Italia dell’aspirante sposo, permetteva di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno definitivo e quindi la libera circolazione non solo nel territorio nazionale italiano ma anche la possibilità di circolare tra i vari paesi europei.

Il meccanismo era ben rodato: gli organizzatori dei finti matrimoni mettevano a disposizione degli «aspiranti mariti» stranieri anche i testimoni per le nozze (poi finiti tra gli arrestati) e si occupavano della pratica in Comune.

Una donna per due pubblicazioni di matrimonio. La promessa sposa era sempre la stessa, cambiava lo sposo. E’ da lì che è iniziata l’indagine dei carabinieri sui matrimoni falsi che questa mattina è sfociata con la notifica di quindici ordinanze di custodia cautelare: cinque in carcere, dieci agli arresti domiciliari. In carcere sono finiti i presunti organizzatori: quattro stranieri, fra cui una donna, titolare di un’agenzia di affari ad Albenga che è ora sotto sequestro, e un italiano. Sono Hamid Tarik, 37 anni, residente a Savona; Khadija Nasser, 49, Albenga; Hatim Elasraoui, 35, Savona; Said Assouli, 46, Cairo Montenotte, Luigi Accattatis, 62, Merana (Alessandria). Agli arresti domiciliari le spose, tutte italiane, tranne una, polacca: M.V., 43, Savona; K.G., 32, Savona; G.E.D., 28, Varazze; M.S., 46, Savona; S.P., 28, Savona; J.M., 20, Savona; D.B., 30, Cairo Montenotte; G.C., 28, Casale Monferrato; L.P., 46, Savona. Le accuse sono favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso per induzione . Il costo di un matrimonio era di 10-12 Mila euro: 50 per cento circa andava alle spose, mille euro ai testimoni, il resto andava all’organizzazione.Le indagini sono estese anche ad altre regioni, tra cui, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Calabria.

Savona 10 gennaio 2017

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