Savona: derubati dei risparmi per la laurea della figlia

Furto in via Privata degli Angeli: i ladri hanno portato via 5 mila euro.

Quei soldi li aveva messi da parte a fatica, giorno dopo giorno. A colpi di mazzetta. Nei cantieri, nelle case dove lo chiamano a fare lavori di ristrutturazione. Lavori di muratore. Quei soldi, Ioan Popa, origini romene, li teneva in casa. Un tesoretto. Cinquemila euro per fare studiare la figlia all’università: i soldi per il monolocale preso in affitto per non farla andare avanti e indietro da Genova tutti i giorni e consentirle di seguire le lezioni, di non perderne una; i soldi per l’iscrizione, per i libri. Cinquemila euro raccolti poco per volta, con sacrifici, rinunce, di lui e sua moglie Luisa. "Con il lavoro di queste mani" dice Ioan, mostrandole orgoglioso. Mani forti, callose, impolverate. Di un uomo che si spacca la schiena per assicurare un futuro migliore a quella sua unica figlia che ha preso il diploma alle Mazzini indirizzo grafico pubblicitario e ora vuole laurearsi.

Soldi che ora Ioan e Luisa Pop non hanno più. Rubati da quelli che in cronaca vengono chiamati ladri acrobati. Sabato sera: cinque alloggi svaligiati in via Privata degli Angeli, la strada che si inerpica alle spalle di via Vittime di Brescia. "Io e mia moglie - racconta - abbiamo passato la serata in compagnia di amici. In casa non c’era nessuno. Siamo rientrati tardi, intorno all’una. Era tutto a soqquadro. I ladri hanno rovistato, guardato dappertutto. In camera da letto, hanno girato il materasso, persino rivoltato i cuscini. Ho due cagnolini che appena sentono una voce si mettono ad abbaiare. I vicini di casa dicono che non li hanno sentiti. Nessuno ha sentito nulla. Nessuno ha visto".

Ioan mostra il tubo della grondaia, le orme sul muro lasciate dai ladri. "Vede - spiega - si sono arrampicati su quel tubo. E guardi... Vede là? Ci sono ancora i segni". Agili ed equipaggiati a dovere. I malviventi, come ha poi ricostruito la polizia (sono intervenuti gli agenti della Scientifica) hanno scavalcato il terrazzo, al primo piano dello stabile, e si sono quindi dedicati alla porta finestra. Primo passo, sollevare la tapparella. Un lavoro da niente per ladri sanno come muoversi e districarsi in situazione del genere. Due mollette per tenere alzata la tapparella e via alla fase due. Un paio di colpi ben assestati, probabilmente con un martelletto, per rompere il vetro, quel poco che basta per raggiungere la maniglia interna. Poi l’ultimo passaggio. Un banale filo di ferro. È sufficiente quello per abbassare la maniglia e aprire la porta finestra. Un modus operandi che hanno ripetuto per svaligiare gli altri alloggi. Ioan scuote la testa. Pensa a quei soldi che sono spariti. Ma lui non è certo il tipo che si lascia prendere dallo sconforto. Con Luisa ne metterà da parte altri per fare studiare la figlia.