Lavorano in nero finti disoccupati

Sulla A10: scoperta truffa dalla Guardia di Finanza di Albenga

La Guardia di Finanza di Albenga ha concluso un’attività di polizia economica e finanziaria cheha smascherato una singolare truffa ai danni dell’INPS: i dipendenti di un distributore autostradale dell’Autostrada dei Fiori venivano licenziati, pur continuando a svolgere “in nero” l’attività lavorativa, per percepire l’indennità di disoccupazione.

Inoltre, in quattro anni, il gestore del distributore ha occultato al Fisco oltre 1,3 mln di euro tra ricavi non dichiarati e costi fittizi derivanti dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Le Fiamme Gialle ingaune hanno monitorato, per svariate settimane, ciò che accadeva all’interno dell’area di servizio autostradale, anche mediante l’ausilio di riprese videofotografiche che hanno consentito di dimostrare come i dipendenti “in nero” erano quotidianamente presenti sul luogo di lavoro, seguendo turnazioni di servizio come se fossero regolarmente assunti.

La prova definitiva della truffa si è avuta quando i finanzieri hanno effettuato un rifornimento ad un’autovettura di servizio: a rifornire era proprio uno dei finti disoccupati, che con accuratezza ha provveduto a timbrare e firmare la scheda carburante della Guardia di Finanza.

A quel punto è scattato il blitz presso il distributore dove è stato trovato anche un tabellone riportante tutti i turni di servizio del personale “in nero”.

Le indagini successive hanno consentito di appurare che le due società che negli ultimi anni hanno gestito il distributore, in forza di un contratto di associazione in partecipazione con uno dei principali operatori del mercato petrolifero, per tre anni non avevano presentato le previste dichiarazioni ai fini dell’IVA e delle imposte dirette.

Numerose le violazioni riscontrate nel comparto “lavoro”: sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 600.000 euro e constatatala presenza di otto dipendenti “in nero”, oltre all’omesso versamento dicirca 65.000 euro di ritenute d’acconto sugli stipendi del personale dipendente.

Il principale responsabile della frode (A.D. 48 anni di Caserta) è stato denunciato con altre 5 persone alla Procura della Repubblica: i reati contestati sono la truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, l’omessa presentazione della dichiarazione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Della vicenda è stata anche interessata la Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Genova, per il recupero del danno erariale causato dall’indebita percezione delle indennità di disoccupazione erogate. E’ al vaglio degli inquirenti anche la posizione di altre due società romane che hanno emesso fatture false per un importo di circa 400.000 euro.