L'ADDIO A JANIRA TRA LACRIME E APPLAUSI A FINALBORGO

La bara bianca di Janira entra in chiesa portata a spalla dagli amici e dal papà Rossano, mentre Tiziana, la mamma stringe in mano le foto della figlia, accanto a Kevin, il figlio maggiore e Dier, il più piccolo.

La chiesa di San Biagio, in Finalborgo è gremita. Tantissimi oltre ai parenti, gli amici e i colleghi del volontariato che, uniti in un dolore tangibile, hanno voluto porgere l’estremo saluto ad una ragazza, crudelmente strappata alla vita.

I pianti e la commozione generale infrangono il silenzio del vuoto che Janira ha lasciato, quando Giulia Ciminelli legge la sua toccante lettera, scritta con gli studenti dell’Alberghiero Migliorini di Finale, in ricordo della sua cara amica.

Eri una ragazza dolcissima e sempre disponibile ad aiutare chi aveva bisogno. Anche se nell’ultimo periodo l’unica che aveva bisogno eri tu. Eri davvero una persona incredibile... Mi ricorderò per sempre di te e di quel brillante sorriso. Sarai una piccola stella, non smettere mai di brillare”.

Gli applausi si mescolano alle lacrime, che scivolano sui volti dei tantissimi presenti, che affollano la chiesa. “In memoria di Janira, - conclude Giulia, - vorrei dire una cosa a tutti gli uomini: ricordatevi che le donne sono preziose, vanno amate e rispettate. Prima di tirare uno schiaffo o di dire una brutta parola pensateci. Stop alla violenza sulle donne, fisica o verbale che sia. E mi rivolgo anche alle donne: non lasciate che vi facciano del male, chiedete aiuto. Chiedendo aiuto riuscirete a uscirne più forti”.