Alla gogna l'ex soprintendente DE LOGU

È finito nelle intercettazioni della Dia mentre parla con Fabrizio Accame delle microspie sulle macchine di Gullace e Fameli, ma Davide De Logu, sessantenne ex agente della Polizia di Stato, si ribella alla gogna mediatica e si difende: «è un mio vicino di casa e lo mettevo in guardia da certe frequentazioni poco opportune».

Alla gogna l'ex soprintendente di polizia era già finito qualche anno fa, quando restò coinvolto in una storia di sfruttamento dell'immigrazione clandestina, per la quale è stato assolto.

«Ormai qualunque cosa succeda da queste parti, salta fuori qualcuno che punta il dito contro di me: sono stanco di fare il capro espiatorio» afferma De Logu.

«Vorrei lanciare un appello affinché non si celebrino più processi mediatici paralleli – prosegue l'ex agente -. Sul mio conto è stato scritto tutto ed il suo contrario. Ieri per esempio leggevo che sarei stato spogliato della divisa mentre invece sono stato io a fare domanda di pensionamento e a dare le mie dimissioni per permettere alla giustizia di fare il proprio corso e l'ho fatto in assoluta serenità perché credo profondamente nelle istituzioni che ho servito per 20 anni e che oggi finalmente mi hanno dato risposte concrete. Non voglio combattere battaglie ma rammentare che esistono valori costituzionalmente garantiti, diritti fondamentali della persona. Invito pertanto all'onestà intellettuale al rispetto del dovere di continenza per evitare che altri possano sentirsi come me in questo momento: spogliato della dignità di essere umano a vantaggio del trionfo del pregiudizio che purtroppo non lede solo me ma irrimediabilmente i miei figli, mia moglie e le persone che mi stanno accanto e che mi amano».

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