Genova, ok a nuova sede di Ingegneria: ma sarĂ  lontanissima dal centro

Il rettore dell’Università di Genova firma l’accordo per il trasferimento di Ingegneria agli Erzelli

Il rettore dell’Università di Genova, Paolo Comanducci (che ha cercato in tutti i modi di raggiungere una soluzione utile per l’ateneo) ha firmato l’accordo per il trasferimento di Ingegneria agli Erzelli, la cittadella che sorgerà sulle alture del capoluogo ligure. “A questo punto l’alternativa – spiega ancora – era finire per caue senza avere una sede”.

Il progetto Erzelli è salvo, così come si salvano le casse delle imprese che ci avevano investito una fortuna e quelle della Carigeche all’epoca di Giovanni Berneschi – l’ex presidente della banca poi finito sotto processo – avevano fornito quasi 250 milioni di finanziamenti. “Ingegneria aveva obiettivamente bisogno di una nuova sede”, spiega Comanducci. Molti in città, però, dubitano che Erzelli fosse quella giusta. Anche perché non era nata per questo scopo: “Dovremo spendere un’altra ventina di milioni per il trasloco e per la cosiddetta funzionalizzazione degli edifici”. In pratica sarà l’università che dovrà adattare gli edifici alle esigenze didattiche. C’è poi la questione della grande vasca per la progettazione navale. Era uno dei punti qualificanti dell’opera, ma rischia di essere tagliata per contenere i costi.

E i soldi pubblici richiesti salgono a 145 milioni. Salvo imprevisti, perché Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo Economico della giunta Toti, ha messo le mani avanti: “Noi non metteremo sul piatto più di cinquanta milioni, quindi servirà comunque un ulteriore impegno del Ministero dell’Università”. Anche Aristide Massardo, preside di Ingegneria, non ha mai nascosto le sue perplessità: “Il mio grande timore – ha dichiarato – è che alla fine Ingegneria si troverà sola agli Erzelli, in un grande contenitore senza contenuti”. Massardo non nasconde il suo stupore: “Non ci hanno mai detto: vi diamo 75 milioni per costruire la nuova università. Hanno sempre detto: vi diamo 75 milioni se andate agli Erzelli. Non ho mai capito perché”. E il preside di Ingegneria aggiunge: “Ci sono ancora molti punti da chiarire, a cominciare dalla mobilità. Devono spiegarci come pensano di far salire migliaia di studenti sulle alture degli Erzelli, come pensano di fare concorrenza ai politecnici di Milano e Torino che hanno la stazione dell’alta velocità a due passi. Con l’autobus? Se non troveremo soluzioni convincenti – conclude Massardo – credo che sarebbe doveroso abbandonare il progetto. Ma lo Stato dovrebbe lasciare i fondi a Genova. Anche se sembra molto più facile ottenere fondi quando c’è di mezzo il mattone, che quando si investe in ricerca e cervelli”.

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