Finanziamento Revolving

Anna chiede ed ottiene un finanziamento ma ben presto si accorge di essere entrata in un tunnel senza uscita.

Una vicenda che condiziona la vita di Anna M. da alcuni anni e che riflette la storia di tanti.

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Tutto ha inizio con un piccolo finanziamento di circa 12.000 Euro, rimborsati con il consueto sistema di rate mensili. Fin qui tutto bene anzi, l'idea di poter estinguere il primo debito, accendendone un'altro, un po' più cospicuo, per far fronte ad esigenze personali e di famiglia, ha convinto subito Anna che, nella società di finanziamento aveva ormai riposto la sua piena fiducia. Così, nonostante le quote da versare, fossero ben più gravose, Anna si impegna per “rientrare” il più in fretta possibile, ma proprio quando Anna. pensa di aver saldato il suo prestito, avendo versato anche i sostanziosi interessi, scopre che...: il suo è un credito revolving, ma Anna non ne era stata informata. Non vi è sottoscrizione di contratto e neppure piano di ammortamento.

Per Anna inizia l'incubo. Non solo le vengono richieste somme importanti, ma addirittura la finanziaria contatta i familiari, senza alcuna limitazione di privacy e buon senso.

Anna intraprende la sua causa privata. Non senza difficoltà trova la forza di affidarsi ad un avvocato specializzato, decidendo di condividere la sua brutta esperienza con gli altri, soprattutto per incoraggiare chi “caduto nella maglie della stessa rete” possa trovare una via d'uscita anche unendosi nell'azione legale.

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