Clochard muore in un container della Croce Rossa a Savona

Savona 13 gennaio 2017

Eranono circa le 13, quando un amico di Khalid Touss, compagno di sventura, è andato a svegliarlo nel container dove aveva passato la notte lo ha trovato in fin di vita dovevano andare a pranzo alla Caritas. Ma l’uomo era omai in fin di vita, rantolava. Sono intervenuti i militi della Croce Rossa, i sanitari del 118 con l’automedica, ma per il maghrebino non c’è stato nulla da fare. .È morto, stroncato quasi certamente da un malore (ma la Procura ha disposto l’autopsia) in uno dei container della Croce Rossa dove vanno a dormire i clochard e che in questi giorni di grande gelo sono aperti 24 ore su 24. Khalid Touss, origini maghrebine, un regolare permesso di soggiorno e una vecchia residenza a Vado Ligure, da qualche tempo trascinava la sua esistenza fra i senzatetto. Fra le ipotesi sulle cause della morte, esclusa quella per il freddo (i container sono riscaldati e lo straniero era a letto, sotto due coperte), è ritenuta probabile quella di un malore. Sul corpo di Khalid Touss, a un primo esame, non sono stati trovati segni di un’aggressione, di una morte violenza. Il sostituto procuratore della Repubblica, Giovanni Battista Ferro, che ha effettuato un sopralluogo, ha disposto comunque l’autopsia.

L’assistenza ai senza fissa dimora è attiva anche con la distribuzione di bevande calde, un servizio di primo conforto, e un supporto per eventuali problemi di salute da parte della Croce Rossa che in via Scarpa ha un ambulatorio attrezzato. La Caritas ha fissato regole di convivenza e di comportamento da tenere all’interno della sede della Croce Rossa e dei container, come avvenuto anche per gli ospiti che usufruiscono della mensa della Caritas, tenendo anche conto delle diverse nazionalità degli ospiti e di altri aspetti riguardanti i rapporti delle persone da inviare alla Cri. «I container - dicono alla Croce Rossa – possono ospitare 12 persone e in queste notti sono tutti al completo. Le persone ospitate vengono prima accreditate dalla Caritas e poi inviate alla nostra sede. Inoltre la Caritas ha stabilito che ci sia una rotazione degli ospiti in modo che tutti possano usufruire del servizio». Oltre ai container della Croce Rossa, che vengono utilizzati in casi eccezionali e per il freddo, c’è la casa di accoglienza notturna di via Guidobono della Caritas che però viene utilizzato in modo permanente, tutto l’anno per le persone in difficoltà.

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