Albenga, si torna a parlare delle adozioni truffa di Airone Onlus.

Lo si fa attraverso gli occhi di una delle coppie che ha vissuto questo dramma.

Albenga 30 gennaio 2017

“Nessun dubbio se chiudo gli occhi e immagino la conclusione di questa vicenda, se devo dire quello che desidero è che mi fosse consentito di chiedere scusa a Vova per le promesse che gli ho fatto e non mi è stato consentito mantenere"

Con queste parole possiamo iniziare la storia di Fabio Selini una delle persone truffate nel caso che ha visto coinvolto l’ente adottivo di Albenga Airone Onlus. Un viaggio verso il Kirghizistan per adottare Vladimir salvo poi scoprire che quei bambini non erano adottabili e che le promesse fatte di una famiglia sarebbero rimaste inesaudite. Da allora anni di sofferenza e passati a rimettere insieme i pezzi di cuori spezzati, i cuori di quelle mamme e di quei papà, ma anche di quei bambini spesso piccoli, sicuramente incolpevoli che sono finiti in una truffa che non ha solo arrecato un danno economico ma che ha anche influito sulle vite dei coinvolti. Il prossimo 2 febbraio a Savona l'udienza preliminare e Fabio Selini si chiede “il 2 febbraio 2017 nella stanza 26 del V Piano del Palazzo di Giustizia di Savona, sarò da solo? Accanto a me, al mio dolore , alla mia famiglia, al mio avvocato e a qualche sporadico (ed eroico) compagno di s-ventura, chi ci sarà? Chi troverà la voglia, il coraggio, l'educazione, il senso di civiltà di stare accanto alle vittime di questa sciagurata storia che dura da cinque anni e che è ancora lontana dal terminare?” Spiega Fabio “Perché, a scanso di equivoci e soprattutto di patetiche spiegazioni, il Processo che andrà ad iniziare non coinvolge solo i presunti colpevoli, ma decine di vittime. E quindi, non si faccia lo sgangherato tentativo, attraverso l'affermare "fino a sentenza definitiva le persone sono innocenti", di evadere dal vero punto fermo di tutta questa faccenda: il Dramma di famiglie e bambini.” “Non si provi a prendere le distanze per "rispetto" agli imputati.Si tratta di stare accanto alle vittime, stare vicino a madri, padri, sorelle, fratelli di bambini mai arrivati! Si tratta di stare accanto a persone tradite nel profondo dei sentimenti. È questo il senso di ogni cosa, nessuno provi a mutare il valore profondo di questo percorso.” la speranza da questo procedimento è una “Non so se il Processo stabilirà le responsabilità, non è compito mio di certo condannare, ma spero fortemente che venga palesata in modo evidente, solare, definitiva la condizione di Vittime di famiglie e bambini. Condizione che a tutt'oggi nessuna istituzione si è degnata di riconoscere. Gravissimo!”

Conclude il suo appello Fabio:

“Invito tutti i politici che in questi anni mi hanno mostrato la loro sterile "vicinanza" e a quelli che ci hanno provato o ci provano ancora, le associazioni dei genitori Adottivi, i genitori ADO, le persone che conoscono questa storia orribile e gli Enti autorizzati .al Palazzo di Giustizia di Savona. Ovviamente invito anche la massima autorità in ambito adottivo, la Commissione Adozioni Internazionali a presenziare per mostrare vicinanza, rispetto e supporto alle vittime "kirghise". Anche solo per ricordare che le famiglie e i bambini Kirghisi esistono, esistono ancora . Non lasciateci soli. Non ora ... mai più!”

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