MORTO CASSIUS CLAY IL RE DEL PUGILATO

Cambiò il suo nome in Muhammed Ali nel 1964,

Farfalla e ape del ring, Cassius Clay, conosciuto al mondo come Muhammad Ali dopo la sua conversione all'islam e il rifiuto di combattere la guerra del Vietnam, campione mondiale dei pesi massimi e oro olimpico nel '60, da trentanni era afflitto dal morbo di Parkinson. Una malattia resa evidente al mondo dal tremore delle mani, mentre accendeva la fiaccola olimpica di Atlanta, nel 1996.

Leggenda internazionale, Mohamed Ali ha segnato una svolta nel mondo del pugilato, diventando il più grande di tutti i tempi, con un record di 56 vittorie (di cui 37 per k.o.) e solamente 5 sconfitte (di cui una per k.o), oltre a tre titoli mondiali e l'incoronazione di miglior sportivo del XX secolo nel 1978.

Nato a Lousville il 17 gennaio 1942, Muhammad Ali, abbracciò la boxe per caso, quando a soli 12 anni avendo subito il furto della bici, dichiarò all'agente Martin che avrebbe picchiato il ladro. Il poliziotto, allenatore in una scuola di pugili, lo iiniziò alla boxe e per il giovanissimo Ali fu un susseguirsi di vittorie, fino al ritiro, avvenuto alla fine del 1981, per dedicarsi a iniziative benefiche e umanitarie.

Una ineguagliabile carriera di combattimenti, conclusasi per Ali all'età di 74 anni il 3 giugno, a Phoenix, con l'ultima sconfitta per la lunga malattia, che lo ha costretto a diversi ricoveri per polmonite, poi accertata come infezione urinaria, e la crisi respiratoria di questi giorni.