Croazia: oltre 6200 arrivi di migranti in 24 ore. Scontri con la polizia. Sfondato il cordone di agenti a Tovarnik

Convocato vertice dei leader Ue per il 23 settembre: l'obiettivo di Bruxelles è quello di vincere le resistenze di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca

Centinaia di migranti si sono accalcati a Tovarnik, città a confine con la Serbia, per salire sui bus diretti verso i centri di accoglienza in altre parti del Paese e in Slovenia. Oltre 100 poliziotti in tenuta antisommossa sono stati dispiegati per tenere la situazione sotto controllo e mantenere i migranti lontano dai binari ferroviari, ma la quiete non ha tenuto: un gruppo di migranti ha sfondato i cordoni degli agenti per raggiungere i treni in partenza verso il confine sloveno e si sono verificati scontri con la polizia.

“La Croazia non può accogliere più persone”, ha detto da Tovarnik il ministro dell’Interno croato, Ranko Ostojic. Il ministro ha spiegato che la Croazia offrirà ai migranti un passaggio sicuro fino ai centri di accoglienza vicino alla capitale Zagabria, aggiungendo però che i non richiedenti asilo saranno considerati migranti illegali.

La Slovenia, intanto, ha reintrodotto i controlli alle frontiere per 10 giorni e i flussi migratori si spostano sempre più verso i confini croati: circa 5000 migranti e profughi attendono alla stazione di Tovarnik, al confine serbo-croato, di salire sui treni per Zagabria.

Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk ha convocato un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo Ue mercoledì 23 settembre sulla crisi dei rifugiati. Il vertice inizierà alle 18 con l’obiettivo di discutere dei modi per affrontare la crisi migratoria. L’obiettivo è quello di vincere le resistenze di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca e far approvare il principio della redistribuzione degli arrivi sulla base di quote obbligatorie per ciascun Paese.

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