Addio (o arrivederci) Rosetta!

30 settembre 2016

Si é ufficialmente conclusa oggi una missione storica‎: la sonda Rosetta‎ ha toccato il suolo della cometa 67/Churyumov-Gerasimenko, spegnendo tutti i sensori di bordo e segnando così di fatto la fine della missione‎ a oltre 700 milioni di chilometri dal Sole, tra le orbite di Marte e Giove.

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L'energia generata dai 64 mq di pannelli solari di Rosetta, a queste distanze dalla nostra stella, non garantisce agli strumenti di bordo una temperatura sufficiente per il normale svolgimento delle operazioni scientifiche. Dopo aver programmato quindi una discesa il pi√Ļ dolce possibile (la gravit√† della cometa √© appena un decimillesimo di quella terrestre), gli scienziati hanno fatto "accometare" la sonda, dandole l'addio: l'ultima e definitiva tappa di un grande viaggio. Un viaggio durato dieci anni, che ha tracciato un sentiero fondamentale per l'esplorazione umana del Sistema Solare: per la prima volta una sonda spaziale ha potuto visitare una cometa e studiarla da vicino. Lanciata nel marzo del 2004, dopo aver sorvolato la Terra, Marte, due asteroidi e aver trascorso 4 anni in ibernazione nello spazio profondo, Rosetta si risveglia nell'agosto del 2014, per scegliere il sito d'atterraggio per il piccolo lander Philae: una sonda secondaria sganciata nel novembre dello stesso anno, la quale atterra sulla cometa 7 ore dopo lo sgancio dalla sonda madre. Un atterraggio difficoltoso impedisce a Philae di trasmettere dati per pi√Ļ di 70 ore, nonostante questo una pietra miliare viene posata: un oggetto creato dalle mani dell'uomo ha toccato per la prima volta il suolo di una cometa, mentre la sonda principale ha continuato a orbitarle attorno per altri due anni. I dati raccolti dalla missione Rosetta‚Äé ( e in quelle poche ore da Philae) sono stati innumerevoli e preziosi, hanno portato gli scienziati a conoscere meglio questi "fossili celesti".

Rimasugli della formazione del Sistema Solare, le comete come "Chury" erano state studiate solo dalla Terra: Rosetta ha operato per la prima volta nella storia da una posizione privilegiata, studiando in sito la composizione cometaria e il suo nucleo, scattando centinaia di immagini ad alta risoluzione, analizzando la chioma cometaria e la sua evoluzione, seguendo questo piccolo corpo celeste (dal diametro di circa 4 km) attraverso la sua orbita attorno al Sole, divenendo di fatto il primo satellite artificiale orbitante attorno a una cometa. Un viaggio nel tempo indietro di miliardi di anni, reso possibile anche grazie a tanta tecnologia e componentistica italiana. Ora Rosetta e lo sfortunato lander Philae "riposano" insieme sulla superficie della cometa, a centinaia di milioni di chilometri da noi, a testimoniare questa piccola grande "odissea nello spazio", in attesa che in futuro un'altra missione spaziale, con equipaggio umano (o non umano, chiss√†), ritrovi le due sonde. Pioniere e testimoni insieme di un passato che sar√† sempre pi√Ļ lontano, ma sempre meno oscuro.

http://www.nasa.gov/feature/jpl/final-descent-image-from-rosetta-spacecraft

Alberto Marinelli

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