Lutto nel mondo del giornalimo

È morto Oliviero Beha voce controcorrente del giornalismo italiano

Roma 13 maggio 2017
È morto questa sera a Roma Oliviero Beha. Aveva 68 anni.

Ad annunciarlo la figlia Germana."È stato un male molto veloce". - spiega
"Papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici".
Giornalista, scrittore, saggista, autore teatrale, conduttore televisivo e radiofonico, spesso una voce contro. Beha era nato a Firenze il 14 gennaio 1949.

Laureato in Lettere e in Filosofia, Beha aveva iniziato l’attività di giornalista nel 1973, collaborando con Tuttosport e Paese Sera approdato successivamente a Repubblica, dove è stato inviato fino al 1985, occupandosi di sport e società. Uno dei suoi maggiori successi è stato il programma radiofonico, su Radiouno, Radio Zorro, di cui firmerà anche una versione televisiva, Video Zorro su Rai 3. Tra il ’96 e il ’97 Beha è ancora in Rai con Attenti a quei tre, programma del palinsesto notturno.
Oliviero lascia la moglie, Rosalia, e tre figli, Germana, Manfredi e Saveria, nata con la sindrome di Down, che era stata protagonista con lui, due mesi fa di una puntata di Nemo, su Rai2, per sfatare luoghi comuni e pregiudizi.
Una delle sue inchieste più famose e contestata, condotta nel 1984 insieme a Roberto Chiodi, in cui si sosteneva che la partita tra Italia e Camerun del Campionato Mondiale di calcio 1982 fosse stata combinata.
È dedicato a Francesco Totti il suo ultimo post pubblicato su Facebook: «Se hanno fatto questo macello con #Totti, presumibilmente in grado di difendersi, figuratevi con gli altri - scrive, linkando un suo articolo pubblicato sul Fatto dal titolo La gestione-Totti. È autolesionismo - il calcio italiano è una landa opaca in cui competenze, sentimenti, emozioni, denaro, denaro, denaro finiscono in un buco nero in cui è difficile distinguere qualunque cosa».

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