DRONE DELLA PIAGGIO AEROSPACE PRECIPITA IN MARE

Progetto probabilmente da rivedere nella sua complessità.

  • Redazione
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  • Cronaca

Partito dall'aeroporto civile di Trapani per un volo di prova il drone P1HH si è inabissato a 5miglia a nord dell’isola di Levanzo a 20 minuti dal decollo, per fortuna senza creare danni.

Quanto accaduto pesa più di un macigno sul futuro dell'azienda in crisi. La notizia è stata diramata dal COA il Comando operativo dell’Aeronautica militare.

La notizia è confermata dall’azienda nel pomeriggio con una nota ufficiale nella quale comunica di aver attivato una commissione interna per accertare le cause dell’incidente e di aver inviato una task force per la ricerca e il recupero dell’aereo.

Il drone che precipita potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. Lo sviluppo del programma è già costato agli azionisti emiratini 900 milioni di euro e il danno per questo, ennesimo, flop è molto pesante, non solo in termini economici.

La notizia arriva proprio nel giorno in cui al tavolo di crisi del Mise si sarebbero dovuti presentare i manager italiani, i sindacati e parti del governo per discutere il nuovo piano industriale e il rinnovo della cassa integrazione per i 1260 dipendenti. Un appuntamento slittato già tre volte.

IL prototipo precipitato stamani sembra sia l’unico abilitato al volo ora si dovrà celermente approntare un altro drone con un numero di ore adeguate al superamento del collaudo per non ritardare la consegna (già in forte ritardo) del primo velivolo, programmato dopo vari rinvii ad aprile 2016. Probabilmente il progetto andrà rivisto nel suo complesso, sempre che gli azionisti del fondo sovrano Mudabala abbiano ancora interesse a realizzarlo. Questo prodotto faceva parte di un pacchetto di 3+3 velivoli per l’aeronautica militare italiana e di altri 8 per gli emirati.

Le operazioni di recupero sono coordinate della capitaneria di porto di Trapani