Conti correnti più cari per pagare le banche salvate

Banco Popolare, Unicredit e Ubi aumentano i prezzi dei depositi per il fondo di risoluzione.

I clienti del Banco Popolare, con il saldo di fine anno, riceveranno una spiacevole sorpresa: una maggiorazione di 25 euro sui costi del proprio conto corrente per recuperare il contributo dell’istituto al Fondo nazionale di risoluzione delle crisi bancarie. La comunicazione, arrivata alle filiali nei giorni scorsi, fa riferimento ad una delibera del comitato esecutivo del Banco Popolare del sei settembre scorso e riguarderà tutti i rapporti di conto corrente e assimilati dei clienti privati e imprese.

Dal primo luglio scorso Unicredit ha ritoccato il canone mensile di alcune tipologie di conto corrente (i conti denominati MyGenius Silver, Gold e Platinum) di circa 2 euro al mese, portando il costo totale rispettivamente a 5, 7 e 12 euro al mese. Anche Ubi Banca si è mossa in estate, con un aumento di 12 euro annui dei costi del conto corrente. L’istituto fa riferimento ad un vero e proprio aumento dei costi di produzione: circa 60 milioni all’anno relativi all’applicazione di due direttive europee: il fondo di risoluzione, appunto.

Dagli istituti si sottolinea che il sistema bancario, che sta affrontato una fase di mercato estremamente complessa per l’effetto di circostanze come i tassi di interesse bassi, un costo del credito che riflette l’andamento di un’economia ancora debole, "sostiene anche costi “normativi” crescenti. Senza con questo voler confondere una cosa con l’altra, condividere una parte del costo con i clienti, quando questo è chiaramente identificato e corrispondente a un’assicurazione ulteriore per lo stesso è una manovra che permette alla banca di recuperare i costi solo in parte".

Non lo hanno fatto Intesa Sanpaolo, principale banca del paese per numero di clienti, né Montepaschi o Bpm.

Adusbef e Federconsumatori denunciano "l’ennesimo furto con destrezza ai danni dei correntisti (...) costretti a pagare gli errori dei banchieri ed una gestione dissennata del credito e del risparmio".

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