La grande sete del Ponente Ligure - parte 3: intervista al Presidente Coldiretti

Se, come si teme, si resterà a secco ancora per molte settimane, tanti raccolti sono in pericolo.

Gerolamo Calleri, da tre anni presidente provinciale della Coldiretti, scruta alto il cielo e consulta le previsioni meteo, sempre con la speranza che la pioggia attenui la grande sete del ponente ligure. Ma speranze non ce ne sono: qualche sito, proprio questa mattina, insiste su un cambiamento da lunedì prossimo, ma esperti internazionali del meteo respingono questo miraggio, rispedendo al mittente un possibile cedimento dell’alta pressione: «La situazione è davvero difficile – afferma Calleri – perchè è ormai da tanti, troppi mesi che non piove. Noi, come Coldiretti, e un ringraziamento va a tutti i collaboratori, ci stiamo impegnando per rendere meno difficile questo momento ed è per questo che stiamo cercando degli accordi con i consorzi dell’acqua per aiutare chi è più in difficoltà».

Se, come si teme, si resterà a secco ancora per molte settimane, tanti raccolti sono in pericolo: «Specialmente quello delle olive che hanno bisogno dell’acqua piovana, mentre problemi si notano per i pomodori che sono maturati troppo in fretta e ora mancano in diversi negozi».

La Coldiretti, sotto la guida di Calleri, sta investendo molto sui giovani e non è vero che le nuove generazioni hanno abbandonato la voglia di coltivare la terra: «No, devo dire che c'è una bella inversione di tendenza con tanti giovani, anche laureati, che stanno scoprendo l’importanza della terra e dei suoi frutti. Certo dobbiamo investire su queste risorse con una politica di medio e lungo termine: ma solo se porteremo avanti questi programmi potremo migliorare in un settore fondamentale per il nostro Paese».

E poi un appello rivolto in alto, a chi ha le leve del potere: «Dobbiamo stare molto attenti alla liberalizzazione dei prodotti - conclude il presidente di Coldiretti - perchè a volte ne arrivano di quelli pericolosi. Proprio nei giorni scorsi, ad esempio, a Bari è stata bloccata una nave carica di diserbante proveniente da Paesi dell’oriente. Ecco, dobbiamo tutelare i nostri prodotti».

Sperando sempre che un aiuto arrivi dal cielo, con qualche pioggia che, per il momento, appare solo come un miraggio.

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