Gli anniversari della boxe rivissuti da Bracco

A condurci in questa carrellata è Roberto Bracco, archivio vivente del pugilato.

Triste ammetterlo ma gli appassionati di pugilato, in attesa di tempi migliori, si lasciano trasportare dai ricordi e negli anni, immortalati in scatti in bianco e nero, di quando la nobile arte, insieme al ciclismo e al calcio dominava in televisione e sui giornali.

A condurci in questa carrellata, necessariamente sintetica, è Roberto Bracco, archivio vivente del pugilato che proprio nei giorni scorsi, a Roccaforte di Mondovì, ha ottenuto un importante riconoscimento nell’ambito dei 100 anni della Federazione Italiana: "È stato un premio che mi ha ricoperto di gioia, perché vuol dire che ho operato bene in questo ambiente, vivendo momenti felici e anche tempi meno gloriosi. Ma il pugilato mi ha formato come uomo e mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili. Il premio è stato come un ringraziamento per quanto fatto, anche se sono io a dire grazie alla boxe".

Cent’anni di pugilato, e allora ti passano alla mente i grandi confronti ed i nomi di Benvenuti, Mazzinghi, Arcari, Antuofermo, Oliva, Stecca e poi Clay, Holyfield, Frezier, e quel Tyson che tanto bene, ma anche danni, ha fatto alla boxe: "Proprio oggi ricorrono i cinquant’anni del match Benvenuti-Griffith che tenni alzati, davanti alla radio, diciotto milioni di appassionati. Mi ricordo che io come tanti altri alle 3 di notte provammo a vedere se la televisione, allora con soltanto due canali, avesse deciso di trasmettere il match. Ma c’era soltanto, come si diceva allora, la neve e neppure il monoscopio". E per gli appassionati quel match sarà ricordato lunedì alle 15 in uno speciale di un’ora in onda su Rai3.

Adesso la boxe è rimasta esclusiva di Fox, la TV a pagamento che trasmette le riunioni da Londra e dalla Germania e dove i palazzetti dello sport sono ricolmi di pubblico, spesso per match non di alto livello: "Da noi il calcio ha il potere assoluto - conclude Bracco - e si fa una grande fatica ad inserire qualche bel match in televisione. Ma a Mondovì il cuore mi si è aperto di speranza vedendo tanti giovani, o come si dice nel gergo Youth, avere una grande passione per questo sport". E chissà che i cinquant’anni di Benvenuti-Griffith non spronino qualche azienda ad investire nella nobile arte.

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