Morire da soli nell’era dei social

Tantissimi commenti e riflessioni sull'anziano trovato senza vita a Savona

Sono tanti coloro che, nei social, commentano il ritrovamento, avvenuto ieri pomeriggio, di Bruno Ricchebono, ex capo dell’Enel, residente a Savona in via S.Lorenzo. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione, a dimostrazione che il decesso era avvenuto da parecchi giorni. Eppure, come si commenta nei social, nessuno si è accorto della scomparsa di un vicino, di una persona che ogni giorno andava a fare la spesa nei negozi e si sedeva su una delle panchine vicino a casa. E nei commenti arrivati davvero numerosi per questa notizia si nota come, per quanto siamo connessi 24 ore su 24, viviamo in un mondo dove il virtuale ha la meglio sulla vita reale. Un commento, tra i tanti, rispecchia i tempi: «Una volta i nostri nonni ogni pomeriggio andavano a prendere il caffè dai vicini di casa, e tutti si conoscevano. Adesso non sappiamo più chi abita nella porta accanto».

È il contrasto di questo nostro tempo, dove troppe distrazioni tolgono spazio al reale. Fabrizio De André, il grande poeta e cantautore genovese, quando non c’era ancora Internet, in una sua famosa canzone ricordava come «si ama in cento la stessa donna, si parte in mille per la stessa guerra, ma quando si muore, si muore soli». Come Bruno Ricchebono che si è addormentato per sempre senza nessuno accanto.

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