Beha, Alassio E Il Mundial

Il mondo del giornalismo, soprattutto quello (minoritario) che non si piega, è in lutto per la scomparsa, avvenuta ieri sera di Oliviero Beha, 68 anni. Un male incurabile lo ha portato via ai suoi affetti ed ai suoi tanti lettori in poche settimane. Giornalista prima di Repubblica, poi del Fatto, è stato autore di diversi programmi televisivi come Va Pensiero.

Ed il Ponente ligure, ed in particolare Alassio, aveva un rapporto di amicizia, ma anche di contrasti e polemiche, con la grande penna fiorentina. E qui bisogna avvolgere il nastro della memoria, tornare indietro al 1982 quando la Nazionale Italiana di Bearzot scelse Alassio come sede di preparazione prima di partire per l’indimenticabile Mundial spagnolo. Tra i giornalisti che quotidianamente seguirono il ritiro alassino nella Puerta del Sol, anche Beha che ogni giorno formulava domande non certo scontate.

Poi l’Italia conquistò il Mondiale, dopo un girone di qualificazione che generò tante polemiche e perplessità. L’Italia ottenne tre pareggi: con la Polonia (0-0), Perù (1-1) e Camerun (1-1)- E fu quest’ultima gara, che ci consentì l’approdo al gironcino con Brasile e Argentina, che mesi dopo fu sotto la lente d’ingradimento di Beha che sostenne come la partita con i camerunensi fosse stata <accomodata>. E da quell’affermazione seguirono tante polemiche, che coinvolsero anche la cittadina alassina, che fu molto critica contro il pensiero del giornalista.

Tanto tempo è passato e quei giorni sono improvvisamente tornati alla mente questa sera, alla notizia che Beha ha abbandonato questo mondo. Ci piace adesso immaginarlo da qualche parte del cielo discutere con Bearzot ancora di quella discussa partita. Avranno adesso tanto tempo per litigare. E magari dopo abbracciarsi.

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