Storia di Mathis, il primo cane con la carrozzina

La storia, ambientata a Savona, risale al 1990.

Savona. Camillo non è stato il primo cane a vivere con l’ausilio di una carrozzina. La sua scomparsa, avvenuta ieri e che ha gettato nello sconforto il popolo di Facebook, riscopre una storia anch’essa con matrici savonesi e che ci proietta indietro di un quarto di secolo.

Siamo nel 1990 e Mathis uno splendido Yorkshire viene investito da un’auto, a pochi metri da casa sua. L’urto è violento e la diagnosi emessa dai veterinari senza appello: frattura della spina dorsale e impossibilità di muovere gli arti posteriori. Il suo proprietario, Piero Carella, attuale presidente del Legino Calcio, non si vuole arrendere: ama troppo il suo pelosetto e cerca una soluzione per tenerlo in vita, accanto a lui. E mentre altre visite, alcune con luminari del settore, confermano un triste verdetto, Piero incontra Giacomo Ferrari, un camionista savonese, ma con l’arte di trovare soluzioni per le imprese più disperate. In meno di un mese Giacomo costruisce un carrettino, con piccole ruote nella parte posteriore, che consente, giorno dopo giorno, allo sfortunato Yorkshire di tornare a vivere.

Ricorda, con gli occhi che luccicano, Carella: «Il mio cane si sentiva felice con quell’attrezzo che gli permetteva di uscire di casa, di muoversi. L’amore dei suoi proprietari ha fatto il resto. Poi un giorno mi recai a Rapallo da un veterinario che mi assicurava il ritorno alla vita normale di Mathis, Ma fu soltanto un’illusione. Mathis continuò a muoversi con quel carrozzino che, alla sua scomparsa, preso dalla disperazione, lo consegnai ad un mio amico».

Conclude Carella: «Ieri, quando ho saputo della scomparsa di Camillo ho rivissuto quei tempi. Penso di aver fatto la scelta giusta perché Mathis ha potuto vivere circondato dal mio affetto. Pagherei qualsiasi cifra per riaverlo qui, vicino a me...»

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